Le torri medievali di San Gimignano illuminate dal sole del tardo pomeriggio, viste dalla Rocca di Montestaffoli tra ulivi e cipressi
Le torri medievali di San Gimignano illuminate dal sole del tardo pomeriggio, viste dalla Rocca di Montestaffoli tra ulivi e cipressi. Foto: Julian Lupyan · CC0 · Wikimedia Commons

Dalle colline del Chianti Classico basta un'auto e un po' di voglia di camminare per vivere una delle giornate più belle di un soggiorno in Toscana: San Gimignano al mattino, Monteriggioni nel pomeriggio, e il rientro tra le vigne mentre il sole cala sui crinali. Sono due borghi diversissimi, ma raccontano la stessa storia: quella di un Medioevo fatto di pietra, di commerci e di pellegrini in cammino verso Roma.

San Gimignano, la città delle torri

Arrivando dalla campagna, San Gimignano si annuncia da lontano con il suo profilo inconfondibile. Nel Medioevo le famiglie più ricche facevano a gara a costruire la torre più alta, simbolo di potere e di prestigio: se ne contavano oltre settanta tra torri e case-torri. Oggi ne restano in piedi circa quattordici, e bastano a dare l'impressione di una città sospesa nel tempo. La più alta è la Torre Grossa, che si alza accanto al Palazzo Comunale.

Il centro storico è stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1990, e si capisce perché appena si varca una delle porte. Le due vie principali salgono fino al cuore del borgo, dove si aprono le due piazze gemelle: Piazza della Cisterna, con il suo pozzo in pietra al centro e i palazzi che la circondano, e Piazza del Duomo, dominata dalla scalinata della Collegiata.

La Collegiata e i suoi affreschi

Dall'esterno la Collegiata di Santa Maria Assunta è sobria, quasi severa. Dentro, invece, è un racconto a colori: le pareti sono coperte da cicli di affreschi del Trecento con le storie dell'Antico e del Nuovo Testamento, il Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo, il San Sebastiano di Benozzo Gozzoli e, nella Cappella di Santa Fina, le storie della santa patrona dipinte da Domenico Ghirlandaio. Vale la pena dedicarle con calma almeno un'ora.

La Rocca e il panorama

Per la foto più bella salite ai resti della Rocca di Montestaffoli, un piccolo giardino tra le antiche mura da cui si vedono le torri spuntare sopra i tetti, con la Valdelsa che si apre tutto intorno. Nelle ore del tardo pomeriggio la pietra si accende di riflessi dorati. Prima di ripartire, assaggiate la Vernaccia di San Gimignano, il bianco del territorio: è stato il primo vino italiano a ottenere la denominazione di origine controllata.

Monteriggioni, la corona di pietra

Dopo il pranzo, rimettetevi in auto in direzione di Siena. Monteriggioni appare all'improvviso in cima a una collinetta, chiuso dentro una cinta muraria quasi intatta. Il castello fu costruito dai senesi all'inizio del Duecento come avamposto contro Firenze, lungo la strada che univa le due città rivali. Le mura, di forma quasi circolare, erano scandite da quattordici torri: alcune sono state abbassate nei secoli, ma l'effetto resta potente.

Fu proprio questa immagine a colpire Dante, che nel canto XXXI dell'Inferno paragona i giganti posti intorno al pozzo infernale alle torri del castello: «come su la cerchia tonda / Monteriggion di torri si corona». Dentro le mura il borgo è piccolo e raccolto: una piazza con la pieve romanica, poche vie, case in pietra e orti. Si gira tutto in poco tempo, ma conviene salire sui camminamenti delle mura, dove sono aperti al pubblico, per guardare la campagna senese dall'alto come facevano le sentinelle.

Sulle tracce della Via Francigena

San Gimignano e Monteriggioni sono uniti anche da un filo più antico: la Via Francigena, la strada dei pellegrini che dal nord Europa scendevano verso Roma. L'arcivescovo Sigerico di Canterbury, di ritorno da Roma alla fine del X secolo, annotò San Gimignano tra le tappe del suo viaggio, e ancora oggi i camminatori attraversano questi luoghi zaino in spalla. Monteriggioni è una tappa del percorso moderno, che da qui prosegue verso Siena tra boschi e campi. Incontrerete i segnavia bianchi e rossi del cammino e i pellegrini con la credenziale da timbrare: un incontro che dà alla giornata un sapore speciale.

Consigli per organizzare la giornata

  • Partite presto: San Gimignano è molto frequentata, soprattutto in primavera e in estate. Arrivare al mattino significa trovare le piazze ancora tranquille.
  • Scarpe comode: entrambi i borghi sono in salita e lastricati in pietra.
  • Monteriggioni al tramonto: la luce radente sulle mura è il modo migliore per chiudere la giornata.
  • Acqua e cappello nei mesi caldi: le soste all'ombra sono preziose.

Entrambi i borghi si raggiungono in auto in meno di un'ora dalle colline di Radda, e la strada del ritorno attraverso il Chianti è già essa stessa una passeggiata tra vigne, boschi e cipressi. A La Petrosa, alla fine della giornata, vi aspettano la piscina privata e il giardino: il posto giusto per raccontarsi le torri viste e accendere il barbecue sotto il cielo della campagna toscana.

Il Chianti fuori dalla porta

La Petrosa è una villa intera in un casale del Seicento a Radda in Chianti: Castellina a circa 6 km, Siena a circa 25 km, piscina privata e giardino con barbecue, fino a 11 ospiti.