Chi percorre il Chianti per la prima volta se ne accorge presto: tra una vigna e l'altra, su quasi ogni poggio, spunta una torre, un campanile, un muro di pietra che ha visto passare secoli. Non è un caso. Per tutto il Medioevo queste colline furono terra di confine tra Firenze e Siena, e il paesaggio si riempì di fortificazioni; nello stesso tempo la fede e l'organizzazione del territorio fecero nascere abbazie e pievi, spesso costruite con la stessa pietra delle case contadine. Ecco un piccolo itinerario tra i monumenti che raccontano questa storia.
Il Castello di Brolio e i Ricasoli
Il più celebre è senza dubbio il Castello di Brolio, nel territorio di Gaiole in Chianti. Le sue origini risalgono all'XI secolo: nel 1009 la tenuta fu donata alla Badia fiorentina, e almeno dal 1141 appartiene alla famiglia Ricasoli, una delle più antiche casate nobili fiorentine.
Avamposto di Firenze verso Siena, Brolio fu attaccato più volte: i senesi lo conquistarono nel 1252 per restituirlo l'anno seguente, e nel 1478 un pesante bombardamento ne abbatté parte delle mura e il castello cadde dopo un assedio. Con la fine della rivalità tra le due città il castello si trasformò in residenza nobiliare e grande tenuta agricola.
L'aspetto che vediamo oggi, con le torri merlate in mattoni rossi e le finestre di gusto inglese, è frutto dei lavori iniziati nel 1835 su progetto dell'architetto Pietro Marchetti, che trasformarono la fortezza in una dimora neogotica. Il protagonista di quella stagione fu Bettino Ricasoli, il "barone di ferro", che guidò la tenuta dal 1829 e dedicò gran parte della vita alla viticoltura: a lui si attribuisce la definizione della ricetta del Chianti nell'Ottocento. Anche visto da lontano, mentre domina le vigne dall'alto della collina, Brolio è una delle immagini più forti del Chianti.
La Badia a Coltibuono
Tra i boschi che coprono i monti del Chianti sorge la Badia a Coltibuono, l'antica abbazia di San Lorenzo. Una chiesa in questo luogo è documentata già nel X secolo; il monastero fu fondato nel 1049 dalla famiglia fiorentina dei Firidolfi e passò poi ai monaci vallombrosani, l'ordine fondato da san Giovanni Gualberto. Grazie alle donazioni divenne ricca e potente, e dal 1239 fu sotto la protezione della Repubblica fiorentina.
La chiesa, a croce latina come molte chiese vallombrosane, conserva l'impronta romanica, con il campanile iniziato nel 1160. La vita monastica si interruppe nel 1810, quando le soppressioni napoleoniche allontanarono i monaci e la chiesa divenne una semplice parrocchia. Il complesso, immerso nel silenzio dei boschi, conserva ancora oggi un fascino raccolto e austero.
Le pievi romaniche: San Leolino e le altre
Le pievi erano le chiese battesimali da cui dipendevano le comunità sparse nella campagna, e nel Chianti molte conservano la sobria bellezza del romanico toscano: pietra a vista, navate scandite da pilastri, tetti a capriate in legno.
Una delle più belle è la Pieve di San Leolino, su un poggio appena fuori Panzano. È ricordata già nel 982 in una pergamena della Badia di Passignano come San Leolino in Flacciano, e due frammenti scultorei conservati all'interno fanno pensare a origini ancora più antiche. L'edificio attuale risale al XII secolo, e un restauro del 1942 lo ha riportato al suo aspetto romanico. Anche a Radda la chiesa principale, la propositura di San Niccolò, ha origini romaniche, pur avendo ricevuto una nuova facciata nel Novecento.
Rocche e torri di confine
Le fortificazioni non si limitano ai grandi castelli. A Castellina in Chianti la massiccia rocca con il torrione merlato del Trecento domina ancora la piazza principale, e dall'alto si apre un panorama ampio sulle colline; al suo interno oggi ha sede il Museo archeologico del Chianti senese. Lungo il lato nord delle mura quattrocentesche corre la via delle Volte, un camminamento coperto tra i più suggestivi del Chianti. Più a est, il Castello di Meleto, a circa 16 km dalla villa, nel territorio di Gaiole, alza le sue torri tra le vigne: un altro tassello della lunga storia di frontiera di queste colline.
Un itinerario da costruire con calma
Il bello di questi monumenti è che non si visitano di corsa: si raggiungono attraversando boschi e vigne, lungo strade che regalano scorci a ogni curva. Da La Petrosa, nel cuore del Chianti Classico, Castellina è a circa 6 km e il Castello di Meleto a circa 16 km, mentre Brolio, Coltibuono e Panzano si raggiungono in auto in meno di un'ora. Un consiglio: dedicate una giornata a ciascun versante, partite al mattino con la luce morbida e rientrate in villa per il tramonto, quando la pietra dei casali si colora di oro.
Il Chianti Classico dalla porta di casa
Una villa intera ricavata da un autentico casale toscano del XVII secolo, tra le colline e i vigneti di Radda in Chianti, con giardino, piscina privata e sei balconi.